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Associazione pugliesi Padova onlus "Adalberto Sodero" Stampa E-mail
Attualità
Scritto da Salvatore Errico Redazione Diciamo (Redazione Diciamo, anno IV, n.97, 03.07.2010)   
Venerdì 02 Luglio 2010 00:00
Come avevamo accennato nell’ultimo numero del nostro quindicinale, il 19 giugno 2010, presso l’Hotel Nh Mantegna, sito in via N. Tommaseo , 61,  a Padova, si è svolta la manifestazione relativa alla presentazione ufficiale dell’Associazione Pugliesi Padova Onlus, alla presenza di un  nutrito pubblico e di numerose autorità, fra le  quali ricordiamo: il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, l’europarlamentare Elisabetta Gardini, il Vice Sindaco del Comune di Padova, un Asssessore della Provincia di Padova, il prof. Ivano Spano dell’Università di Padova, il Presidente dell’ASCOM Confcommercio di Padova; a rappresentare il Salento vi erano il Consigliere provinciale e componente dell’Assemblea dell’UPI prof. Antonio Del Vino ed alcune aziende leccesi (Azienda Agricola Merico  - Miggiano; Azienda Sottoli di Puglia – Presicce; Azienda Vini e Olio Rizzello – Spongano; Azienda Chirilli srl – Cursi; Unione Agricola Melissano; La madia Salentina – Alè Bakery – Miggiano).
L’Associazione Pugliesi Padova Onlus durante l’evento  è stata intitolata ad Adalberto Sodero (giovane scomparso prematuramente a Padova nel marzo del 2001, all’età di 21 anni).
Il padre di Adalberto,  il dott. Guido Sodero (originario di Tricase. Suoi genitori erano: Vito Sodero ed Assunta Errico), per l’occasione è stato chiamato dalla Presidente dell’Associazione a intervenire.
Riportiamo di seguito il testo integrale dell’intervento del dott. Sodero, il quale oltre a far commuovere ed emozionare tutti i presenti, ha dimostrato come anche un’esperienza destabilizzante come la perdita di un figlio possa diventare un punto di forza della propria esistenza e dare un senso profondo alla vita: “Non mi chiedo più come fa ad esserci il mondo senza Adal…Adal c’è!
Adal è la notte che incanta.
Adal è la luna che infiora la mia anima.
Adal è gli altri.
Adal è il mio Stupore.”

 “Io e mio figlio”
di Guido Sodero

Non scorderò mai quella telefonata.
Mai! Neanche nella vita che verrà.
Era la notte del 24 marzo 2001, ero andato a letto da quasi un’ora. Dormivo già quando squillò il telefono, erano le due di notte, non era mai successo prima. Era terribile, non volevo sollevare la cornetta, quello squillo non lasciava scampo. Quello squillo già parlava e faceva male.
Il poliziotto del Pronto Soccorso cercava proprio me…diceva che Adalberto era grave! “Grave? Ma che significa? Sarà grave adesso…quando sarò in ospedale lo troverò fuori pericolo”.
Questo era ciò che pensavo mentre il poliziotto mi parlava al telefono.
Non scorderò mai quel tremendo Lenzuolo bianco…
Non dimenticherò mai il cinguettio di quell’alba del 24 marzo del 2001. Mi meravigliava che durante la notte il mondo fosse andato egualmente incontro al sole. Trovavo strano che anche quella notte avesse avuto una fine.
Il nuovo giorno entrava in camera attraverso le fessure della persiana, delle lame di luce…ma come? Che centrava la luce…la vita? Come faceva ancora ad esserci il mondo? Senza Adal?
Mi sono reso conto da  subito che ciò che era accaduto era Immenso, come immensa era la mia fragilità. La vita di sempre non aveva più alcun significato. Mi guardavo attorno e mi stupivo che esistesse ancora il mondo, le nuvole, la notte, la luna.
Mi convincevo che il Cielo mi doveva tanto, Dio mi aveva dato la vita, potevo togliermela… per dispetto!
Ma Adalberto voleva vivere, mi urlava i suoi 21 anni, dovevo essere anche mio Figlio.
Avevamo iniziato un viaggio di Vita assieme, dovevamo continuarlo.
Così anche la Morte, che all’inizio si dava tante arie, pian piano ha cominciato a morire.
Sentivo le carezze di Adal, la tenerezza che soffiava sulle mie lacrime. Le mie notti dal “Nerobuio” viravano al grigio, poi al blu, al rosa…adesso sono io a dipingerle con i colori che riesco ad essere.
Non mi chiedo più come fa ad esserci il mondo senza Adal…Adal c’è!
Adal è la notte che incanta.
Adal è la luna che infiora la mia anima.
Adal è gli altri.
Adal è il mio Stupore.”