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Scritto da Annibale Elia Redazione Diciamo (Redazione Diciamo, anno IV, n.97, 03.07.2010)   
Giovedì 01 Luglio 2010 00:00
Tra truffe e distrazioni

Aldo Brancher da sottosegretario alla presidenza del Consiglio viene promosso Ministro con una rapidità eccezionale, ma senza una delega.
Aldo Brancher
Anzi il Presidente della Repubblica è convinto di far giurare il nuovo Ministro allo Sviluppo economico, quello che doveva sostituire Scaiola, dimessosi perché doveva scoprire se qualcuno gli aveva pagato la casa a sua insaputa! Il Presidente Napolitano apprende durante la cerimonia per il giuramento che il neoministro doveva occuparsi di federalismo. Letta, il nuovo Richelieu, motiva: “ci serve per sciogliere i nodi politici all’interno della maggioranza e quindi per sbloccare la prossima indicazione di un nuovo ministro”. Sappiamo com’è andata. Bossi si ribella e va direttamente da Napolitano: il federalismo è una cosa della Lega. Si tenta  un’altra attribuzione: per il decentramento e la sussidiarietà. Poi Brancher fa dire dai suoi avvocati che si avvale del legittimo impedimento perché deve organizzare il nuovo ministero e quindi fino ad ottobre non si presenterà in tribunale.

La truffa è scoperta e indigna chi ha ancora la forza di indignarsi. Purtroppo la gran parte degli italiani è distratta, e non dai mondiali di calcio, finiti già, miseramente. E’ distratta da quella sorta di ipnosi esercitata dall’informazione, in particolare quella televisiva, dove ci riempiono la testa di notizie irrilevanti, omettendo quelle importanti o rendendole banali.

La  truffa è anzitutto verso il Presidente della Repubblica, auspice il curiale Letta, che gli fa credere che la nomina copre quell’importante posto di ministro scoperto da mesi, in un momento di grave recessione. Non distraiamoci. Il ministro allo Sviluppo economico governa le frequenze Tv, per questo Berlusconi agguanta con le mani da arpia quel ministero. Napolitano più volte gli ha raccomandato una sollecita risoluzione dell’interim. E’ la seconda truffa. L’interim doveva durare pochi giorni per espressa dichiarazione del Presidente del consiglio.

Pare che siano truffati anche Bossi e Fini, gli alleati. Le reazioni di cui abbiamo avuto conoscenza evidenziano come tutto sia stato fatto a loro insaputa. Truffate sicuramente le Istituzioni. Un ministero inventato per dare ad un uomo l’opportunità di sottrarsi ad un processo. Truffato quindi un Tribunale della Repubblica in una con il principio che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Truffati tutti noi cittadini perché è saltato il principio costituzionale, e perciò fondamentale. Noi siamo truffati perché ci distraiamo. Noi non ricordiamo chi è Brancher. Così come non ricordiamo i trascorsi di Scaiola. Perché abbiamo cancellato Mani Pulite dalla nostra memoria. Sono operatori del malaffare… che ritornano. Brancher, assistente di Confalonieri in Fininvest, è accusato dal pool  di Mani pulite che nel 1993 ha dato 300 milioni di lire al PSI e 300 al liberale De Lorenzo perché un  piano pubblicitario dello Stato andasse a Fininvest. E’ condannato in primo  grado  ed in appello. Falso in bilancio e finanziamento illecito. Lo salva la Cassazione perché il suo principale fa depenalizzare il falso in bilancio e riduce, dimezza i tempi della prescrizione. Così lui è salvo e la nostra buonafede? Truffata. Ce lo ritroviamo Sottosegretario prima, ora Ministro. Ancora con davanti problemi di giustizia. Il lupo perde il pelo…imputato di appropriazione indebita riferita alla scalata della banca Antonveneta. Inventato ministro per evitare il processo.

Siamo truffati non solamente perché compiono operazioni illecite. Siamo truffati perché dopo di ciò mettono al loro servizio le Istituzioni, ed in particolare il Parlamento, facendo adottare una serie di leggi che servono a rendere impuniti sé stessi ed impunibili i loro comportamenti. E non possiamo definire il neoministro Brancher un pregiudicato: rischieremmo di essere querelati perché non vi è stata sentenza passata in giudicato, nonostante la doppia condanna.  Crediamo però che abbiamo il diritto e il dovere di considerarlo non adatto al governo della cosa pubblica, non idoneo al perseguimento del bene comune; infatti in costanza di leggi cioè senza le leggi “ad personas” ora verosimilmente egli sarebbe tecnicamente un pregiudicato.

Qualche studioso del diritto parla ormai di “legalità speciale”: una serie di leggi, di ordinanze sottratte ad ogni controllo, per far rientrare in un’area lecita ciò che dovrebbe rimanerne fuori. E’ una manipolazione istituzionale che serve a legittimare formalmente comportamenti che permettono un uso privato del potere da parte di personalità pubbliche. In ultima analisi si opera in modo che comportamenti sostanzialmente illeciti possano essere praticati legittimamente e alla luce del sole. Viviamo quella che Stefano Rodotà chiama l’eversione quotidiana. Una condizione che ci allontana dalla democrazia, perché così la legge non persegue più giustizia ed eguaglianza, ma offre ai detentori del potere impunità e privilegio.

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Per continuare sul tema privilegi segnalo quanto costa alla Regione Puglia il vitalizio degli ex consiglieri e la sperequazione che vi è tra essi ed i normali cittadini lavoratori. 18 ex consiglieri costeranno unmilione e mezzo l’anno. E non dovranno aspettare i 65 anni. Il diritto è scattato per i 60enni, e ridotto di qualche centinaio di euro anche a chi ha compiuto 55 anni. Ai lavoratori normali si chiede l’allungamento dell’età lavorativa… E per curiosità mettiamo insieme età, durata del lavoro istituzionale(!) e vitalizio mensile:



A questo va aggiunto per tutti un assegno di fine mandato pari a 12 mensilità, ossia all’incirca 150.000 euro ciascuno, qualcosina in più.
Presidente Vendola, Presidente Introna, signori Consiglieri della Regione Puglia vogliamo compiere un atto di giustizia verso i cittadini della Regione, in primo luogo verso i giovani disoccupati ed i tantissimi pensionati al minimo, dopo una vita di lavoro, duro. Quello davvero!