Il 28 e il 29 marzo prossimi siamo chiamati a scegliere il nuovo governatore della Regione Puglia, ma già in questi giorni stiamo vivendo una campagna elettorale calda, nonostante il clima invernale, a causa di una situazione politica disastrata, che va ad aggiungersi a quella economico-sociale già di per sé naufragata tra le rovine di questa lunga e interminabile crisi.
A sfidarsi saranno il presidente uscente Nichi Vendola, ex membro del PRC e attuale anima ed esponente di spicco della Sinistra Ecologia Libertà, il candidato del PDL Rocco Palese, braccio destro e uomo di fiducia di Raffaele Fitto, Adriana Poli Bortone, la cui candidatura autonoma è appoggiata dall'Unione di Centro, Michele Rizzi coordinatore regionale di Alternativa Comunista e l'imprenditore Pasquale Bacco di Fiamma Tricolore. Il presidente uscente, che ha stravinto le primarie con il 73% di preferenze, è appoggiato dal Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, la Federazione della Sinistra e la Lista Bonino Pannella, ma ha perso il sostegno dell'UDC, che sarebbe scesa in campo con il centrosinistra solo se le primarie fossero state vinte da Francesco Boccia.
Il centrodestra, dopo aver pensato di candidare uno tra il magistrato Stefano Dambruoso e il giornalista Rai Attilio Romita o, addirittura, la senatrice Adriana Poli Bortone, converge, dunque, verso il consigliere regionale Rocco Palese, che però non piace all'UDC e, a quanto pare, neanche a Silvio Berlusconi che cerca invano, almeno per il momento, una strada alternativa. Ma la candidatura che fa più rumore di tutte è sicuramente quella della senatrice Poli Bortone, una figura imponente, appoggiata in pieno dall'UDC di Pierferdinando Casini che incassa anche il sostegno di Movimento per le Autonomie, Partito Pensionati, Rifondazione Democristiana, Rinascita Popolare, Democristiani e Libertà, Lista Per il Sud e Lega Meridionale.
A queste tre figure di spicco, si sono aggiunte due altre candidature che rappresentano, a loro modo di dire, l'alternativa a questa nuova-vecchia politica: si tratta di Michele Rizzi, a quanto sembra in forte contrapposizione con Nichi Vendola, perché «rappresenta la continuità con il suo primo governo», dice il giovane operatore precario in un call center di Bari, caratterizzato da «finanziamenti alle scuole private, un padronato che delocalizza dopo aver depredato soldi pubblici, uno sfascio della sanità», mentre per la destra e, nello specifico, Fiamma Tricolore, il candidato giusto è Pasquale Bacco, medico del Lavoro, in contrasto con il PDL perché troppo centrista e per aver atteso molto prima di ufficializzare la propria scelta. Da questo quadro sembrerebbe tutto ben chiaro e definito, ma trovandoci in politica tutto ancora potrebbe succedere. Tante e troppe sono le voci che circolano circa i tentativi di persuasione da parte del Pdl nei confronti della senatrice di Io Sud perché, se tanto mi da tanto, è inutile prendersi in giro, Nichi Vendola esce fortissimo dalle primarie e super favorito nella corsa alla presidenza, con tutto il centrosinistra (a parte i franchi tiratori!!!) con lui, mentre l'elettorato opposto indeciso su chi dirigere il proprio voto, con Rocco Palese che rischia di trovarsi a capo di una coalizione di centrodestra formata solo da tanti piccoli gruppi locali. Ma, appunto, siamo in politica, quindi Rocco Palese potrebbe stravincere, Nichi Vendola uscirne sconfitto, così come potrebbe spuntarla la senatrice, sconfiggendo le due potenze politiche... Ipotesi, che fanno pensare, però, come questa politica vada sempre più a deteriorarsi, guardando il proprio elettorato come dei numeri da cui attingere voti, come se tutti hanno un prezzo e possono essere comprati (o presi in comodato d'uso gratuito, cosa più probabile!!!), solo per raggiungere quell'ambita vittoria, a volte più per ripicca che per sistemare veramente una popolazione in degrado.
Una cosa è certa, i cittadini si stanno ribellando, non vogliono più le decisioni prese a tavolino ma desiderano essere parte attiva ed integrante di un progetto politico che parta dalla base, da una consulta libera e democratica, come appunto legittimato dalle primarie del centrosinistra. Le persone, anche se non lo ammettono, credono ancora nei politici, anche se nelle occasioni che contano dimostrano per lo più di essere solo politicanti; prova ne è l'incontro chiesto dai cassintegrati del Cluster Adelchi con i tre massimi candidati alla regione, con la speranza e l'auspicio che qualcosa si possa muovere. Il Salento, ma il meridione in generale, è considerato il motore dell'Italia ma, cari politici, da tempo questo motore ha terminato la benzina e senza carburante non si accenderà mai. |